Siamo in cinque giurati ed io, presidente dell’associazione, a realizzare ogni anno il Premio Cittadino L’Arco di Aprilia.

La squadra è formidabile, coesa e scevra da doppi fini, ecco perché funziona!

Tutti, infatti, miriamo ad un solo scopo: dare eco a quegli apriliani che si sono messi a disposizione per la crescita della città.

Riconosciamo i componenti del gruppo in ordine di entrata nella giuria e direi di partire proprio da me, ideatrice e organizzatrice della manifestazione.

Marina Cozzo

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nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria: l’uno avvocato Giovanni Cozzo, l’altra insegnante con le loro attività e la loro educazione hanno contribuito al suo radicamento sia in Aprilia, sia nella sua isola di origine, di cui si sente parte integrante.

Diplomata nel 1986 al Liceo Scientifico Antonio Meucci, si iscriveva alla facoltà di Giurisprudenza all’Università la Sapienza di Roma, conseguendo gran parte degli esami, nel frattempo lavorava al fianco di suo padre, di cui carpiva ogni segreto professionale, ma sopratutto la sua capacità di stare tra la gente.

Intanto si sposava con Giorgio, da cui ha ricevuto due figli maschi: Giovanni e Raffaele. Dopo poco la nascita di quest’ultimo, Marina, a seguito di un lutto in famiglia, decide di ritirarsi da quell’attività che la portava troppo fuori casa e le faceva, così, perdere alcune tappe di crescita dei bambini.

Ma la sua indole non era certo di casalinga, così, nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso l’Apriliano de la Periodici Locali, direttore Panzironi – redattore Stefano Mengozzi, con cui fa 5 anni di gavetta giornalistica e comincia a trarre le sue prime soddisfazioni.

Intanto, collabora con associazioni locali come addetto stampa e moderatrice di eventi culturali importanti.

Di poi, una breve pausa e, nel 2014, ricomincia a scrivere per il Corriere della Città – direttore Maria Corrao e per Essere Donna – direttore Alga Madia.

Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa.

Una di queste è la fondazione dell’associazione culturale L’Arco di Aprilia con la quale realizza e organizza l’omonimo premio, volto a rendere onore al merito a personaggi illustri della città. Di questa sua idea va particolarmente orgogliosa e il Sindaco Terra ha così dichiarato “Finalmente qualcuno ha ci pensato”.

Attraverso l’associazione realizza diverse manifestazioni di alto lignaggio culturale, per la sua passione per il territorio e le persone che lo vivono: infatti, sta già presentando in Comune un nuovo progetto: I mestieri di Aprilia, per parlare delle più antiche attività cittadine con gli stessi protagonisti… Affinchè non ci si dimentichi di loro e di quanto abbiano fatto per Aprilia.

Il suo attuale obbiettivo? Creare un gruppo solidale tra i giornalisti apriliani, una corporazione così come esiste per ogni altra professione.

Impegni attuali: stesura di romanzo e sceneggiatura di cortometraggio

Antonella Rizzo

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Antonella Rizzo – foto di Angela Marano

vicepresidente dell’associazione è nata a Roma il 17 gennaio 1967 e vive a Campoleone.

Poeta, scrittrice, docente, giornalista, performer, ha al suo attivo: “Il sonno di Salomè” – Edizioni Tracce 2012, “Confessioni di una giovane eretica” – Edizioni Lepisma 2013, “Cleopatra. Divina Donna d’Inferno” – Edizioni Fusibilia 2014, “Iratae” pièce teatrale con Maria Carla Trapani – Edizioni Fusibilia 2015
“Plethora” – Nuove Edizioni Aldine, “Ipazia” – Ed. Fusibilia 2017
Curatela del volume: “Haiku. Come fiori di ciliegio” – Edizioni Fusibilia 2014
Curatela del volume: “Il morso verde. Racconti dall’invidia” di prossima pubblicazione con Fusibilia Edizioni.

È presente in molte Antologie di Poesia contemporanea e partecipa ad eventi culturali di carattere nazionale e internazionale, cortometraggi, pièces teatrali, in collaborazione con artisti visivi e musicisti.
Scrive recensioni letterarie e musicali sul quotidiano di informazione on line “Giroma” e cura la rubrica Indicazioni sul periodico culturale “Diwali rivista contaminata”.

 

Roberto Diana è nato a Tarvisio (UD) nel 1952.

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Arrivò ad Aprilia nel ’59, conoscendo un paesino ancora avvinghiato con la campagna che da poco aveva scrollato di dosso la polvere esplosa dalla Seconda Guerra Mondiale.

E’ stato procuratore presso il Caseificio Vallelata (gruppo Galbani), mentre attualmente imprenditore.

Ha conseguito Laurea in Tecnica Ambientale e Igiene del Lavoro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

 

Ma ciò che lo caratterizza di più è la sua passione per la storia locale, che lo ha indotto a divenire collezionista di materiale attinente al territorio, per cui ha, finanche, pubblicato un libro dal titolo “Aprilia da un campanile all’altro”.

Come conoscitore esperto della sua città è componente della Commissione consuntiva per la toponomastica del Comune di Aprilia.

E’ al mio fianco, come associato e amico dal 2015, seppur lo conosca da che ero una bimba.

Francesco Tinto, l’artista del gruppo e architetto della città 

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Francesco Tinto nasce a Prossedi, ma ha sempre vissuto ad Aprilia, dove ha frequentato tutte  scuole.

Appena diplomato, Francesco realizzava con un gruppo di amici, tra cui Salvatore Sferlazzo e la sorella Maddalena, la prima emittente radiofonica di Aprilia. Era, inizialmente un modo per intrattenersi ma poi divenne una realtà seguitissima nel giro di poco tempo: correva l’anno 1977 e nasceva Radio Tele Aprilia Libera.

Ha compiuto gli studi universitari, presso la Facoltà di Architettura alla Sapienza di Roma, ma questi  non lo distolgono dalla passione per i propri amici apriliani e  per la propria città, insegnata certamente dal suo papà Antonio, Segretario Generale della Casa Comunale, nonchè fondatore della Croce Rossa Italiana, sede di Aprilia e dalla mamma Gina, docente di generazioni di apriliani.

In città si è affermato velocemente, grazie alla sua preparazione e intraprendenza, fino a ricevere la stima professionale collettiva con la realizzazione della ricostruzione, per esempio, del Campanile della Chiesa Arcipretale San Michele Arcangelo, o della realizzazione del progetto della sede di Raggio di Sole, la sede Agfa, La Casa del Tempio della comunità dei Testimoni di Geova e altro ancora.

 

Appassionato di musica jazz anni ’40/50, dedica il suo tempo libero a diversi sport all’aria aperta, tennis, bicicletta e al suo caro Punto a Capo, suo amore e orgoglio puro.

 

Date le doti eclettiche, la simpatia e la preparazione, l’introduzione del nostro architetto nel gruppo dei giurati è considerata vincente e l’associazione se ne loda.

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Maddalena Tinto, ha accolto con entusiasmo la proposta  di entrare a far parte della giuria per il Premio cittadino L’Arco di Aprilia, comprendendo intimamente lo spirito filantropico dell’associazione e del premio (nessuno dei quali ha scopi di lucro) e di questo siamo felici e grati.

Maddalena  è nata a Castelforte (LT), paese di origine della madre, ma sin da quando aveva cinque anni, vive ad Aprilia  che ama e sostiene.

Si è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e svolge da molti anni la professione di avvocato patrocinante anche presso la Corte di Cassazione e le Giurisdizioni Superiori.

Durante gli anni universitari ha creato, insieme ad altri amici, la prima emittente radiofonica e la prima televisione di Aprilia divenendone anche una delle voci ufficiali sia per la lettura del radiogiornale che per il quiz che andava in onda ogni giorno all’ora di pranzo.

Si è interessata, sempre in quell’ambito, a realizzare rubriche volte alla conoscenza del territorio locale predisponendo la programmazione orientandola ai giovani con un linguaggio dinamico e del tutto nuovo anche attraverso la sinergia con il telefono.

Nel lasso di tempo 2011/2013 ha ricoperto la carica di presidente dell’Associazione Forense Avvocati di Aprilia mentre per i restanti bienni ne ha fatto parte come componente del consiglio direttivo.

Ha espletato altresì la carica di membro all’interno dell’ufficio di presidenza dell’organismo che coordina le varie associazioni di liberi professionisti presenti sul territorio di Aprilia.

Ha svolto attività di volontariato presso la Croce Rossa Italiana, delegazione locale, come Patronessa con mansioni di organizzatrice e collaboratrice e, in quel contesto, ha impartito lezioni in materie giuridiche alle aspiranti infermiere volontarie di C.R.I

Eclettica e vivace, com’è, ha studiato per dieci anni il pianoforte e nel tempo libero si dedica alla pittura ed al ballo da sala, riuscendo sempre bene in ogni applicazione.

Ama la cultura, la convivialità e circondarsi di cose belle, ecco perché noi la stimiamo così tanto.

Ed arriviamo al Maestro del Lavoro Salvatore Sferlazzo

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Il Ragionier Salvatore Sferlazzo nasceva a Tripoli il 24 gennaio 1941.

Dalla calda città libica, si trasferiva sull’isola di Lampedusa, fino all’età di 12 anni per poi raggiungere finalmente Aprilia.

Le sue prime attività furono presso la Whethy e la Cantina Sociale Enotria.

Negli anni ’60 veniva assunto nella Cassa Rurale ed Artigiana, trasformatasi successivamente in B.P.A., dove prestò ben 41 anni di servizio.

Durante i primi anni di lavoro alla Banca Popolare di Aprilia, conseguiva il diploma di ragioneria, frequentando con sacrificio le scuole serali per quattro anni.

Al congedo dalla banca e, quindi, al termine della sua carriera, aveva raggiunto il massimo grado dei funzionari, per gli incarichi di responsabilità presso l’istituto di credito apriliano: ispettorato, direttore di filiale e responsabile del servizio di ragioneria.

 

Il primo maggio 1999, dietro segnalazione della B.P.A., Salvatore Sferlazzo veniva insignito di medaglia al merito del lavoro dalla Presidenza della Repubblica con il titolo di “Maestro del Lavoro”

Ormai in pensione da diversi anni, tuttavia cura diverse attività: fotografia, tiro con l’arco, pianoforte, la passione per i suoi cani e la segreteria dell’associazione di Burraco di Cisterna di Latina, da ben 5 anni.

Dallo scorso anno, anche eminente membro della giuria per il premio cittadino L’Arco di Aprilia.

A 3 mesi esatti dall’evento, siamo già mentalmente pronti per affrontare la nuova avventura che, come ogni anno, riporta ansia ma tanta, tantissima gioia per aver aggiunto una tacca nella storia della città, attraverso i suoi personaggi.

Marina Cozzo